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In una società come la nostra, dove tutto si avvilisce e corrompe, che valore hanno ancora l’onestà, la dignità e il rispetto dei valori umani? Gli ideali politici sono al servizio di interessi privati, la creatività e la fantasia servono all’imbonimento pubblicitario, i valori più elevati sono svenduti e liquidati e tutto è asservito all’utile. Paradossalmente quello che è rimasto più coerente a se stesso è il mestiere più antico del mondo. Le prostitute hanno continuato a fare ciò che hanno sempre fatto con chiarezza, senza sottintesi o simulazioni : oseremmo dire “onestamente”. Un intellettuale e una prostituta, protagonisti della commedia, assumono il ruolo emblematico di rappresentanti di questa mutevole società. Lui (Pietro Longhi) presume di appartenere alla casta detentrice del potere culturale, lei (Paola Tiziana Cruciani), la peccatrice, l’emarginata si esprime invece con il molto personale linguaggio della “verità”. Con ironia ed umorismo attraverso il divertente incontro-scontro tra i due, la commedia ci mostra che siamo diventati un po’ tutti “gente di facili costumi”………esclusi i presenti, naturalmente!